paola sosio contemporary art
Luca Gilli
Luca Gilli, di Cavriago, Reggio Emilia, laureato in Scienze Naturali, ha svolto per diversi anni attività di ricerca per l’Università di Parma.
Dal 2004 si dedica interamente alla fotografia. Partecipa a numerose Mostre collettive e personali in gallerie e Musei in Italia e all’estero e ha una costante presenza a Festival e Fiere di Arte Contemporanea.
Tra i suoi più noti progetti e relative pubblicazioni si ricordano: Blank, Un musée après, Raw State, Incipit, Sinestesie e Plenum, e i più recenti “Incognita” e “Perimetro divano” realizzati durante il lockdown del 2020.
Nel 2022 Gilli è uno dei tre artisti vincitori del premio BDC “La Nuova scelta italiana” ( Bonanni Del Rio Catalog_Parma); realizza Catalogo e Mostra UMWELT a cura di Domenico de Chirico nella bellissima location_chiesa sconsacrata di BDC a Parma. Sempre nel 2022 altra importante mostra personale, “Realismo Magico” a cura di Fabio Gori, alla Fattoria di Celle (Pistoia) presentando un nuovo progetto fotografico site specific realizzato durante la sua residenza presso la Collezione Gori di arte ambientale.
È finalista e vincitore di importanti premi, le sue opere fanno parte di collezioni private e di musei di fotografia e di arte contemporanea italiani ed europei. Hanno scritto del suo lavoro importanti firme della critica di fotografia e arte contemporanea ed eminenti esponenti della cultura in Italia e Francia.
"Realismo Magico"
di Luca Gilli
a cura di Fabio Gori
11 Giungo 2022 - Ottobre 2022
Fattoria di Celle - Collezione Gori
Santomato, Pistoia.
Nell'ambito di un ampio programma per l'evento di CELEBRAZIONE del QUARANTENNALE della FATTORIA DI CELLE - COLLEZIONE GORI, inaugura la MOSTRA FOTOGAFICA di LUCA GILLI a Cascina Terrarossa.
E nello Spazio Teatro Celle Omaggio a Pietro Porcinai, in occasione del premio biennale di poesia Celle Arte e Natura, presentazione del libro "Non so aspettare il vento", poesie di Giuseppe Conte e fotografie di Luca Gill
Racconta Luca Gilli “A Celle ho trascorso indimenticabili giornate di raccoglimento, con le poesie di Giuseppe Conte nel cuore e la contingenza del paesaggio negli occhi. È stato intenso ritrovare lo sguardo della propria solitudine, camminare, camminare e ancora camminare, da mattino a sera, nel divenire della luce, delle sue rivelazioni. È stato intenso farne esperienza fisica e mentale, tendere l’orecchio ad ascoltare, ad ascoltarmi, perdermi tra le forme, tra passato e presente, tra arte e natura, per poi, di tanto in tanto, ritrovarmi nella distanza della fotografia”.
Luca Gilli
Luca Gilli finalista del premio BDC
MIA Fair, marzo 2022
BDC, il progetto legato all’arte contemporanea di Lucia Bonanni e Mauro Del Rio, avvia una collaborazione con MIA Photo Fair e istituisce un premio a partire da questa edizione del 2022. L’iniziativa si chiama “La NUOVA scelta italiana” e mira a selezionare e valorizzare e promuovere ogni anno 3 fotografi che BDC ritiene possano essere o diventare gli eredi dei grandi Maestri della fotografia italiana.
Artworks

Bagni Misteriosi#2537, 2019
Stampa giclée su carta Canson Baryta Pestige
montata su dibond , cornice in legno
cm 40 x 60
Ed. 7 + 2 p.a.


Bagni Misteriosi#2544, 2019
Stampa giclée su carta Canson Baryta Pestige
montata su dibond , cornice in legno
cm 40 x 60
Ed. 7 + 2 p.a.
Bagni Misteriosi#253, 2019
Stampa giclée su carta Canson Baryta Pestige
montata su dibond , cornice in legno
cm 40 x 60
Ed. 7 + 2 p.a.

Bagni Misteriosi#2533, 2019
Stampa giclée su carta Canson Baryta Pestige
montata su dibond , cornice in legno
cm 40 x 60
Ed. 7 + 2 p.a.

Bagni Misteriosi#2537, 2019
Stampa giclée su carta Canson Baryta Pestige
montata su dibond , cornice in legno
cm 40 x 60
Ed. 7 + 2 p.a.
Passaggi di stato | Superstudio Maxi il cantiere delle idee
Ricette
Ricette
Perimetro divano
Plenum
Untitled
Raw state
Incipit
Blank
Musée après
Baragalla
Menù del giorno
THE PHAIR
27/05 - 29/05 2022
Torino esposizioni, Parco del Valentino
Bagni Misteriosi, 2019
Stampa giclée su carta Canson Baryta Pestige
montata su dibond , cornice in legno
cm 40 x 60
Ed.v7 + 2 p.a.
MIA FAIR - Premio "La nuova scelta italiana"
Supportata da BDC.
28 aprile - 1 maggio 2022
Superstudio Maxi, Via Moncucco,35 – Milano
https://www.miafair.it/en/mostre-2022-bdc-bonanni-del-rio-catalog/




MIA PHOTO FAIR
7-10 OTTOBRE 2021
Superstudio Maxi, Via Moncucco,35 – Milano
new location - MM Famagosta

2019 Stampa giclée carta Baryta Canson,cm 100x150, ed.3+1pa.

2018 Stampa giclée carta Baryta Canson,cm 100x150, ed.3+1pa.

2019 Stampa giclée carta Baryta Canson,cm 100x150, ed.3+1pa.

2019 Stampa giclée carta Baryta Canson,cm 100x150, ed.3+1pa.




Come un destino nella luce chiara
Luca Gilli
Opening 20 Giugno 2020 | 26 luglio 2020
Spazio Contemporanea
Brescia - Corsetto S. Agata 22




PLENUM
Luca Gilli
a cura di Marina Guida
Mascio Angioino - Napoli
16 novembre - 7 dicembre 2019
Via Vittorio Emanuele III, Napoli




PLENUM
Luca Gilli
a cura di Marina Guida
Villa Lysis - Capri
27 luglio - 25 agosto 2019
Via Lo Capo, 12, Capri (NA)




SINESTESIE
Luca Gilli
a cura di Angela Madesani
Fondazione Calderara
22 giugno - 8 settembre 2019
Via Bardelli, 9, Vacciago di Ameno ( NO ) Lago d'Orta








Milano Design Week 2019
Evento Torre Velasca
Progetto di UnipolSai e Interni
a cura di Daniele Daminelli Studio 2046
in collaborazione con Paola Sosio Gallery
Opere di Luca Gilli
10 - 24 aprile 2019
Torre Velasca, Milano
MIA Photo Fair
Giacomo Giannini, Luca Gilli, Marco Rigamonti
22 - 25 marzo 2019
The Mall - Piazza Lina Bo Bardi, Milano

Stampa giclée su carta Baryta Canson, cm 58x87, ed.5+2pa

Stampa giclée su carta Baryta Canson, cm 58x87, ed.5+2pa


Stampa giclée su carta Baryta Canson, cm 58x87, ed.5+2pa
ArtVerona
Luca Gilli
Interno in surreale
a cura di Matteo Bergamini
12 - 15 Ottobre 2018
Art Verona Padiglione 12, Stand F1


SET UP ART FAIR
Luca Gilli
Febbraio 2018
Bologna
Palazzo Pallavicini




Luca Gilli
Project photography
in collaborazione con nicoletta rusconi art project
Maggio - Luglio 2018
Cascina Maria, Agrate Conturbia, Novara




MIA PHOTO FAIR
Luca Gilli, Patrizia Mussa, Filippo Chieli
Marzo 2017
Milano




THE OTHERS ART FAIR
Luca Gilli, Carlo Colli, Patrizia Mussa, Max Farina
Novembre 2017
Torino




MIA ART FAIR
Luca Gilli, Antonio La Grotta
29 Aprile - 2 Maggio 2016
Milano




THE OTHERS ART FAIR
Luca Gilli, Paolo Vergnano,Francesco Pergolesi
3 - 6 Novembre 2016
Milano
Testi
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Ottobre-Novembre 2018
“Interno in surreale”
Matteo Bergamini, Curatore e Critico di Arte Contemporanea, Direttore di Exbiart
Come in un gioco di combinazioni possibili, per le pareti della galleria Paola Sosio Contemporary Art, le singole opere sono state mixate di serie in serie (Baragalla, Raw state, Blank), accostando soggetti e riprese che in realtà – talvolta – sono distanti tra loro anche di anni, per creare un display espositivo fatto di accostamenti inediti.
È questo un grande valore dei corpus di opere che indicano la profondità della ricerca dell’autore: il fatto che, anche spostandosi da una parte all’altra di un pentagramma visivo, e di ricerche su temi differenti, gli accordi restano e suonano armonici. [...]
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Personale al Museo Diocesano Chiostri di S.Eustorgio, Milano | 9 Febbraio - 8 Aprile 2018
Luca Gilli Di/Stanze Scatti da Incipit e Blank
di Matteo Bergamini
Broken the distance
La mostra “Di/Stanze” di Luca Gilli raccoglie una selezione di scatti tra i più “pittorici” realizzati dall’autore, presi dalle sue serie più recenti : Incipit – in particolar modo – e Blank.Sembrano strizzare l'occhio alle opere dei grandi Maestri dell'Espressionismo Astratto, al Color Field, o agli Achrome di manzoniana memoria. Che errore! La percezione può scivolare in pieno su altre fonti, ma alla base del lavoro di Gilli c'è la composizione dell'architettura.
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INCIPIT
Il divenire di un'architettura
Estratto dalla pubblicazione INCIPIT di Luca Gilli, Skira 2016
di Gianfranco Ravasi
<<L’opera architettonica compiuta è stata colta nel suo divenire, cioè mentre era in gestazione e progressivamente diventava
una creatura. Si è, così, configurata una vera e propria rappresentazione genetica che, attraverso il germinare della luce e dei simboli essenziali, seguiva lo sbocciare di quella musica
e di quel messaggio.>>
di Walter Guadagnini
<<Gilli non cerca di fotografare un’immagine, si dispone piuttosto all’attesa della sua apparizione, si fa tramite del passaggio
tra la realtà e l’immagine alla quale essa dà vita.>>
di Luca Doninelli
<<Nella fotografia di Gilli tutto è poesia, e tutto è logica. Il disegno generale eccede l’opera dell’architetto, i dialoghi tra l’opera
e gli elementi che la compongono – il suo appartenere
a un preciso paesaggio, ma anche gli infiniti paesaggi interni – si moltiplicano indefinitamente.>>
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BLANK le camere bianche
Quentin Bajac . Direttore del dipartimento di fotografia del MoMA di New York, già responsabile della fotografia al Museo Nazionale d’arte moderna,Centre Pompidou di Parigi
...) Ciascuna immagine di Gilli rivela uno spazio la cui percezione è letteralmente sconvolta da un eccesso di luce che compie una doppia metamorfosi, dei volumi e dei materiali: muri senza fine né angoli, spazi senza profondità, sca- le che sembrano portare nel nulla, pavimenti diventati liquidi, aplats colorati senza materia... Lo spettatore ne esce come abbagliato: colpito dal lampo troppo brutale della luce, assalito dalla vertigine, letteralmente scombussolato, come se avesse perso i suoi punti di riferimento percettivi abituali.
Sintesi estratta dal saggio critico pubblicato in: Blank, Luca Gilli, 2011. Planorbis ed. ISBN 978-88-95507-10-
1. Testo originale in francese, traduzione di Luisa Bigi.
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Raw state
Gli edifici svolgono da sempre il ruolo di catalizzatori delle nostre esistenze: in essi, attraverso di essi, partecipiamo alla quotidianità della vita, ma anche a molte delle sue “eccezioni” più rilevanti. Li creiamo e modifichiamo continuamente, li frequentiamo assiduamente, con alcuni di loro intratteniamo rapporti talmente intimi che ci condizionano e ci riflettono. In essi impariamo e lavoriamo, ci rilassiamo e divertiamo, sogniamo, esprimiamo una parte importante della nostra creatività e del nostro sapere. Tutto ciò, ed altro ancora, si deposita un po’ come l’humus del terreno e, in qualche modo, ci viene poi restituito nel tempo dal loro habitus, dalla loro aura evocativa.
Come la serie Blank, anche questa si concentra sull’interno degli edifici, rivolgendo una maggiore attenzione a quelli con un vissuto e alla sua persistenza. I due progetti si compenetrano, sono la naturale divagazione l’uno nell’altro e restituiscono anzitutto l’esito di un’esperienza intima e agìta nei luoghi, nella loro essenza di spazi incompiuti.
Con nuove e vivide implicazioni, proprio a partire dalle impronte del passato, del suo rapporto fertile e perlopiù irrisolto col presente, in queste fotografie vivono sintomi quali, ad esempio, la leggera vertigine, quella certa ambiguità altalenante, tra compiuto e incompiuto, tra verosimile e vero, tra impossibile e possibile, tra onirico e reale per cui anche ciò che appare in prima battuta irreale svela poco dopo tutta la sua identità referenziale alla realtà.
Nei loro silenzi, nella loro luce lenta, dentro alla trama dei bianchi, abita un’altra delle dimensioni portanti della mia ricerca fotografica recente e, cioè, quel vuoto che permea la profondità di qualunque luogo e di ogni materia e necessita della mente per potersi rivelare. Un vuoto, altro dal nulla, che è vertigine del pensiero e della presenza ancor prima di essere assenza. Un’entità impalpabile e metamorfica che permea l’ovunque ed è il presupposto stesso per l’esistenza della materia, della forma e del movimento. Un ambito che separa e connette nello stesso tempo preservando e facendo risaltare, per sua stessa natura, ogni individualità, ogni specificità, come elemento in sé e, in quanto tale, come componente imprescindibile di un tutto.
Luca Gilli
Aprile 2016
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Menù del giorno 2010 - 2012
di Walter Guadagnini
Il paesaggio naturale di “Islanda” e “Samsara”, le architetture di “Blank”, ora il cibo di “Menu del giorno”: è un lavoro sui generi della tradizione artistica, oltre che sulle apparenze del mondo e sulle modalità del vedere e del rappresentare, quello che da alcuni anni va sviluppando Luca Gilli, con la coerenza tipica di chi è guidato da una visione complessiva delle ragioni profonde del proprio essere artista. Se i primi capitoli di questa restituzione del mondo per via di una tavolozza tanto irreale quanto evocativa si misuravano con la presenza di consuetudini visive e culturali profondamente radicate nella fotografia italiana, innervandole di un sorprendente accento visionario, questa digressione tra strumenti e materie prime del cucinare affronta un terreno meno battuto, e forse per questo persino più affascinante. Vengono alla mente a tal proposito due delle rare, e altrettanto intriganti, serie composte sul tema da due grandi autori come Mimmo Jodice e Carlo Valsecchi, pronti a misurarsi con quella che è una delle varianti possibili del tema della natura morta, il primo con “Eden”, il secondo con “Frutta e Verdura”. Due progetti singolari all'interno di quelle ricerche, come singolare è questo di Gilli, e che insieme compongono una sorta di trilogia, all'interno della quale “Menu del giorno” si situa in una sorta di punto mediano tra l'estrema drammatizzazione espressiva di Jodice e la concettualità di Valsecchi, condividendo col primo la capacità di metamorfizzare l'oggetto sino a renderlo irriconoscibile, con il secondo la volontà di trasferire al colore una parte importante del senso stesso dell'immagine. D'altra parte, quando in una breve nota l'autore ricorda che “molte delle vicende umane, individuali e collettive, sono da sempre in qualche modo segnate, più o meno consapevolmente, dal cibo e dalla tavola ben al di là delle necessità fisiologiche”, è facile supporre che si stia riferendo – per via di suggestione – anche alla fotografia (o alla creazione dell'immagine tout court, indipendentemente dallo strumento utilizzato), in quanto azione che va al di là della necessità della resa oggettiva del reale, per manifestarsi invece come apparizione di una visione interna, dove s'accentua ulteriormente il carattere astratto dell'immagine. Una visione all'interno della quale, per usare le parole di Bajac dedicate a “Blank”, ma riferibili senza alcuna forzatura anche a questa serie, “questi luoghi comuni, ormai privi di modellato, si riscoprono ridefiniti dalla bellezza del bizzarro, dell'insolito, perfino dell'impossibile: la curva si trasforma in piano, il muro diventa pavimento, gli angoli scompaiono in un continuum indefinibile”.
Walter Guadagnini
gennaio 2015
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