Andrea Santolaya

Andrea Santolaya nasce a Madrid nel 1982. Si laurea in “Arte y Creación” presso la Scuola di Belle Arti dell’Università Complutense di Madrid, per poi specializzarsi in Fotografia alla School of Visual Arts di New York. Suoi progetti fotografici compaiono su numerose testate (El Pais, El Mundo, Yo Dona) e vengono esposti in Spagna, Gran Bretagna, Usa, Francia e Venezuela.  Nel 2011 realizza la sua prima personale alla Marlborough Gallery di Madrid, nel contesto di Photoespaña Festival. Dal 2013 in poi espone diverse volte a Madrid. Per la prima volta in Italia, presenta “Prelude” ad Arte Fiera 2015 con Paola Sosio Contemporary Art.

Artworks

 

Andrea Santolaya, Prelude 2012, Lena Lenina, Swan Lake

Stampa pigmento su carta Hanemhule Photo Rag

cm 86x128

Ed. 8 + 2 p.a.

Andrea Santolaya, Prelude 2012, Swan Lake

Bromide Gelatin silver, stampata su carta baryta

cm 37x58

Ed. 8 + 2 p.a.

 
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Andrea Santolaya, Prelude 2012

The dressing room

Bromide Gelatin silver, stampata su carta baryta

cm 37x58

Ed. 8 + 2 p.a.

Andrea Santolaya, Prelude 2012

Romeo and Juliet

Stampa pigmento su carta Hanemhule Photo Rag

cm 86x128

Ed. 8 + 2 p.a.

Andrea Santolaya, Prelude 2012

Medora, The Corsair

Bromide Gelatin silver, stampata su carta baryta

cm 37x58

Ed. 8 + 2 p.a.

 

prelude 2012

 

Nacho Duato, brillante direttore artistico del Mikhailovsky Ballet, ha invitato la giovane Andrea Santolaya a prendere parte alla vita di una delle compagnie di danza più esigenti al mondo, fuori e dentro il palcoscenico del prestigioso teatro Mikhailovsky di San Pietroburgo. Così nasce “Prelude”, una ricerca fotografica sulla rappresentazione della danza classica e delle sue origini all’interno del Balletto Russo.

La Santolaya ha vissuto per alcuni mesi a stretto contatto con i ballerini della compagnia,  introducendosi all’interno dei luoghi di vita e di lavoro: dalla stanza da letto condivisa con la danzatrice Yulia Tikka, nell’area residenziale del teatro, alla mensa, alla sala prove, fino ai camerini e alle quinte del palcoscenico. Un’esperienza immersiva ed unica nel suo genere, vista la difficoltà di avere accesso ad un universo rigido come quello della danza classica e di penetrare una cultura complessa come quella russa. Una modalità di operare congeniale all’artista, che per realizzare i propri progetti ama immergersi completamente in mondi nuovi e sempre diversi, per alcuni mesi di tempo, cercando di decifrare le dinamiche del tutto particolari che si creano all’interno del nucleo di una “famiglia” e di portarle alla luce attraverso lo strumento fotografico. Ed è proprio il tempo trascorso assieme ai soggetti da ritrarre e la qualità delle relazioni umane instaurate a divenire la chiave distintiva del lavoro di Andrea Santolaya. Con grazia e raffinatezza, nella serie “Prelude” l’artista da vita a primi piani in bianco e nero di rara espressività e potenza: volti intensi, illuminati dall’essenzialità dello spazio circostante, ci scrutano, guardando insistentemente verso la nostra direzione. E quando gli occhi sono chiusi, subito si scivola assieme ai ballerini nei loro pensieri, desideri, sogni, sedotti dai sorrisi appena accennati che si aprono timidamente sui loro volti (come nel caso di Dasha ed Evgenia, giovani interpreti di Giselle). Poi ci sono i momenti di preparazione, gli attimi di attesa, la spossatezza che segue lo sforzo: la Santolaya smaschera i personaggi, rivelando le persone in carne ed ossa che si celano dietro i costumi da scena.

 

dal testo di Francesca Marani, gennaio 2015 

 

gennaio 2015

 
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