Giulia Marchi

Giulia Marchi vive e lavora a Rimini; studia Lettere Classiche all’Università di Bologna.Ha una formazione artistica di forte impronta letteraria che l’ha portata adun’espressività che spessosi connota di narrazione, anche quando la forma scelta(spesso la fotografia, ma non solo la fotografia)nonrende così immediata la lettura, ma rimanda a successivi accostamenti, come codici che prima ancora diessere decifrati si lasciano interpretare da una sorta di fascinazione, sia per il sapiente uso dei materiali cheper la comunicatività dell’immagine, spesso ingannevolealla prima osservazione, ma ugualmente riconducibilealla poetica dell’artista.Tutto nel processo creativo è connesso, intrecciato, caratterizzato da un’inequivocabile ricerca e daprocessi di filiazione a volte difficilmente identificabili.Con il suo lavoro ambisce ad una totalità, un’attitudineal sentire l’immagine prima ancora di comprenderla.Contaminare con diversi materiali i progetti sviluppati è parte integrale del lavoro dell’artista. Che sitratti di marmo, cemento, o superficispecchianti, invece che di porcellana che è il materiale scelto per ladeclinazione scultorea delleimmagini del progetto Lalangue.Fotografare per Giulia Marchi, richiede conoscenza, studio e comprensione profonda.Ama citare Italo Calvino, autore che leè molto caro quando dice:“L’occhio non vede cose, ma figure di coseche significano cose”(Le città invisibili).Tra i tanti progetti realizzati ricordiamo Multiforms, un lavoro dedicato a Mark Rothkoealla suacomprensione egestione dello spazio pittorico;due fotografie del lavoroeil libro d’artista realizzato dall’editoreDanilo Montanari fanno parte della collezione permanente del CaMusAc di Cassino e,“tutto procede con untempo fortissimo “lavoro eterogeneo e complessodedicato alsoggiorno torinese del filosofo F. Nietzscheeinparticolare ad una singolarerilettura dei “biglietti alla follia” brevi lettere scritte appunto dall’intellettualetedesco.Ilprogettorealizzato nel 2018-2019,è stato selezionato perArtissima2019 edesposto alla GAM diTorino per “stasi Frenetica “ a cura di Ilaria Bonacossa.Nel2021 partecipa a Miart MI con la galleria LABS Contemorary Art di Bologna ea MiaArtFair Milanocon Paola Sosio Contemporary Art.Sue opere fanno parte della collezionepermanente del MAXXI Roma, della Collezione MaramottiReggio Emilia e del CAMUSAC di Cassino per citarne solo alcuni.E’ finalista e vincitrice di importantipremi indetti da BLN e MIA Fair e ArteFiera Bologna.