Madrid 1982. Vive e lavoratra Madrid e New York.

prelude 2012

 

Nacho Duato, brillante direttore artistico del Mikhailovsky Ballet, ha invitato la giovane Andrea Santolaya a prendere parte alla vita di una delle compagnie di danza più esigenti al mondo, fuori e dentro il palcoscenico del prestigioso teatro Mikhailovsky di San Pietroburgo. Così nasce “Prelude”, una ricerca fotografica sulla rappresentazione della danza classica e delle sue origini all’interno del Balletto Russo.

La Santolaya ha vissuto per alcuni mesi a stretto contatto con i ballerini della compagnia,  introducendosi all’interno dei luoghi di vita e di lavoro: dalla stanza da letto condivisa con la danzatrice Yulia Tikka, nell’area residenziale del teatro, alla mensa, alla sala prove, fino ai camerini e alle quinte del palcoscenico. Un’esperienza immersiva ed unica nel suo genere, vista la difficoltà di avere accesso ad un universo rigido come quello della danza classica e di penetrare una cultura complessa come quella russa. Una modalità di operare congeniale all’artista, che per realizzare i propri progetti ama immergersi completamente in mondi nuovi e sempre diversi, per alcuni mesi di tempo, cercando di decifrare le dinamiche del tutto particolari che si creano all’interno del nucleo di una “famiglia” e di portarle alla luce attraverso lo strumento fotografico. Ed è proprio il tempo trascorso assieme ai soggetti da ritrarre e la qualità delle relazioni umane instaurate a divenire la chiave distintiva del lavoro di Andrea Santolaya. Con grazia e raffinatezza, nella serie “Prelude” l’artista da vita a primi piani in bianco e nero di rara espressività e potenza: volti intensi, illuminati dall’essenzialità dello spazio circostante, ci scrutano, guardando insistentemente verso la nostra direzione. E quando gli occhi sono chiusi, subito si scivola assieme ai ballerini nei loro pensieri, desideri, sogni, sedotti dai sorrisi appena accennati che si aprono timidamente sui loro volti (come nel caso di Dasha ed Evgenia, giovani interpreti di Giselle). Poi ci sono i momenti di preparazione, gli attimi di attesa, la spossatezza che segue lo sforzo: la Santolaya smaschera i personaggi, rivelando le persone in carne ed ossa che si celano dietro i costumi da scena.

 

dal testo di Francesca Marani, gennaio 2015 

 

gennaio 2015

© paolasosiocontemporaryart    milano    +39.340.8679527    paolasosiogallery@gmail.com     p.iva 06797010961  

sede legale, office, via g.piranesi, 22 milano  20137  - sede mostre , exhibition, via e. gola, 4  milano 20143