travel geometry

 

Testo di Roberto Mutti

 

“Travel Geometry”.

C’è un forte senso geometrico che attraversa la realtà, definisce gli spazi, determina il senso dell’armonia, tuttavia sono in pochi ad essere in grado di coglierlo. Non c’è quindi da stupirsi se è un fotografo a individuarlo perché l’abitudine ad osservare il mondo attraverso il mirino di una fotocamera porta a un’attenzione e a una riflessione non comuni. Filippo Chieli si confronta con paesaggi naturali o urbani conservando la stessa coerenza visiva che emerge nel rigore compositivo delle sue immagini: divide lo spazio creando cesure, individuando fratture nette delle linee, sottolineando spigolosità. La sua capacità di selezione gli permette di confrontarsi con le superfici più diverse per trasformarle in elementi dotati di un’inaspettata vitalità: i piani si intersecano in un gioco complesso dove la luce, sempre radente, assume un ruolo importante perché crea ombre nette arrivando così a moltiplicare triangoli, trapezi, parallelepipedi in accostamenti decisamente armonici. Solo in un secondo momento ci si accorge che queste geometrie sono in realtà scorci di monumenti, dettagli architettonici, facciate di edifici, alberi. La stessa cosa succede quando ci si trova di fronte alle linee che dividono, attraversandolo, lo spazio vuoto del cielo: si è troppo attratti dall’intensità dei colori e dal rigore formale dell’insieme per capire che non ci confrontiamo con una composizione astratta ma con un particolare abilmente ripreso. Quando dalla realtà urbana sposta la sua attenzione a quella naturale, Filippo Chieli conserva coerentemente la sua sapienza compositiva con paesaggi delicati caratterizzati da pulizia formale e un accentuato senso poetico.

 

gennaio 2015

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