gardens memos

 

Testo di Denis Curti

 

Nel buio, la percezione immaginaria del paesaggio.

Come una sentinella che si aggira nel proprio castello, lo sguardo di Alizia Lottero penetra l’intimità di paesaggi misteriosi, nascosti e poi ritrovati. Con fugace intensità attraversa luoghi naturali come se fossero interiori, dove le tonalità di verde e i disegni di luce sulle siepi definiscono una particolare percezione del mondo. Dal punto di vista dell’autrice, la dimensione personale dello spazio interessa non solo l’ambiente domestico, ma anche quello naturale in quanto spazio vissuto, percepito dall’uomo come dimora, e fatto proprio con un’interazione sia fisica che sentimentale. In questo senso, ogni verde e rigoglioso giardino assumerà, nelle fotografie di Alizia, le forme che l’uomo avrà voluto ritagliare su di esso, mostrandole nel sottobosco inesplorato dei suoi desideri. Ogni spazio verde sarà inteso come un ritratto mentale, proiezione metafisica di un universo interiore, colto nelle linee di un luogo rassicurante quanto ermetico e attraente. Ciò che colpisce, nelle fotografie di Alizia Lottero, è il doppio registro espressivo che, se da un lato, conferisce al tema del giardino una connotazione antropica e culturale, dall’altro riporta l’attenzione sull’elemento empatico ed interattivo della visione (….).

 

Le fotografie sono scattate con apparecchiatura di grande e medio formato in analogico 

 

 

gennaio 2015

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