“In Cammino” 

VOGUE PHOTO FESTIVAL  

Quando si definisce Claudio Montecucco come un fotografo classico non ci si limita a una semplice constatazione - quella che si ricava osservando le sue riprese cosi attentamente composte da sembrare perfino un pò fuori dal tempo - ma si vuole così sottolineare una sua scelta di campo che è nella stessa misura estetica ma anche più intimamente psicologica.

Erano gli anni '60 quando Mary Quant inventò la minigonna pensando che questo capo d’abbigliamento potesse facilitare le ragazze durante la corsa dietro agli autobus di Londra. Il primo momento storico in cui le donne rivendicano la libertà e il diritto di mostrare le gambe, che erano invece sempre rimaste nascoste, ma non per questo meno desiderabili.

Claudio Montecucco continua oggi con la sua ricerca fotografica ad essere legato ad un percorso che unisce donne e uomini in un gioco voyeuristico che dura da sempre.
Lo sfondo di questo rapporto complesso sono generalmente le città, le metropoli, quei luoghi insomma in cui è l’energia del movimento a conferire fascino a una Milano, a una New York o a una Parigi. Ed è proprio questa caratteristica a costruire il mito delle città in cui si inserisce l’occhio del fotografo sempre in cerca di immagini iconografiche da catturare, e all’interno delle quali si muovono le gambe dei suoi soggetti.

La sua ricerca è quella del cosiddetto "istante inafferrabile", quello che vorrebbe catturare ogni giorno camminando per strada con la sua macchina fotografica. e da un testo di Roberto Mutti

Le opere in mostra : Stampe Gicèe su carta cotone Hahnemuhle, cm..33x45 e cm. 66x90, Ed. 5 +1 p.a.

 

Claudio Montecucco

Novembre 2016

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