Giacomo Giannini art director, fotografo, video maker e svolge una continua attività di ricerca per l'innovazione dei linguaggi visivi. I suoi progetti hanno sempre una forte componente sperimentale ed è conosciuto per la sua capacità di interpretare ed elaborare in modo insolito e innovativo soggetti, luoghi, cose, persone.

nota biografica

 

 

Giacomo Giannini 

Figura di rilievo nel mondo del design, è art director, fotografo, video maker e svolge una continua attività di ricerca per l'innovazione dei linguaggi visivi. I suoi progetti hanno sempre una forte componente sperimentale ed è conosciuto per la sua capacità di interpretare ed elaborare in modo insolito e innovativo soggetti, luoghi, cose, persone.
Nel suo progetto “Isle of View” osserva il mondo da una posizione privilegiata, a bordo di un elicottero insegue le pennellate cromatiche, le macchie, le ferite, le contraddizioni dei segni che l'uomo traccia sulla terra. Conduce chi osserva in una realtà inaspettata, fa volare e trattenere il fiato per la bellezza dei colori e dei paesaggi e fa riflettere sulle fragilità del pianeta e dell'uomo, sul rispetto per se stessi e per ciò che ci circonda.

Alessandro Mendini definisce Giannini un esplicito personaggio Neo Pop, acuto analista del Grande e del Piccolo, con abilità esplora il mondo umano e quello appartenente agli oggetti, come quando realizza “Domestiche”, Polaroid 50x60 stampate in foto transfer e montate su tela, pezzi unici che hanno per tema l'inquinamento domestico. Giannini si muove nel ristretto spazio della cucina, circoscrive un mondo a volte indefinito altre, fittizio e surreale, abitato da confusione, strani animali e infinite suggestioni. Una sequenza di visioni domestiche sfumate in cui si aggirano “hitchcockiani” insetti di plastica, pasti ricchi con deformazioni, tradizioni, allusioni continue alla carne e alla forma del corpo.

Si definisce un collezionista delle collezioni. Da anni scopre e cataloga oggetti che hanno un particolare valore scenico e che nel suo immaginario diventano icone e lettere di un linguaggio attraverso il quale raccontare le loro vite precedenti, presenti e spesso anche future e ipotetiche.

“Una Ragionevole Combinazione di Oggetti” è una raccolta di foto in continuo sviluppo, ogni oggetto ha un ruolo e un preciso rapporto con gli altri e con l' ambientazione. Crea storie che prendono vita come in dei teatrini nei quali ricordi, visioni fantastiche e poesia si mescolano, regalando una molteplicità di probabili interpretazioni negli occhi di chi guarda.

Oggi Giannini è impegnato in un progetto dal titolo “Una casa nella casa”. In un periodo nel quale le mura domestiche sono spunto di riflessione per molti, esplora quello che definisce da sempre un luogo di scoperta infinito, osserva le sue sfaccettature, dagli oggetti ai sentimenti che la popolano e, per farlo, si avvale di un plastico, una riproduzione di un appartamento che posiziona all'interno della sua abitazione. Usa un microcosmo per guardare da vicino e dilatare l'orizzonte del suo vivere in uno stile di stampo surreale, tra oggetti a

volte eccessivi, ironici, altri mistici, immersi in oniriche rappresentazioni della realtà con l'idea di abbracciare questo diorama dell'anima e riversare tutte le emozioni e le sensazioni nella casa dando loro una forma e rendendole finalmente libere.

Progetti, mostre, note.

–Nel 1985 esordisce in campo artistico con un lavoro sugli spazi artistici destinati alla scomparsa: “Geografie della memoria”, curato da Roberta Valtorta.

–Nel 1993 Palazzo Thiene (Vicenza) gli dedica un'antologica nell'ambito della rassegna “Grandi Fotografi a Vicenza, curata da Giovanna Calvenzi. Seguono nel tempo mostre personali e collettive, e partecipazioni a Biennali.

–Nel 1995 realizza “Domestiche” (VI Biennale Internazionale di Fotografia, Torino). Curata da Denis Curti.

–Nel 1996 in collaborazione con Studio Mendini e Regione Abruzzo realizza “Sulle tracce del lupo”, una ricerca espressiva basata sul colore. Novanta immagini utilizzate per una mostra itinerante sul lupo d'Italia. Curata da Alessandro Mendini.

–Dal 2002 lavora su “Aftermath”, una catalogazione di “reperti” di nuova archeologia, scarti, rifiuti abbandonati e occultati per far perdere loro le tracce. La testimonianza di un mondo usa e getta che racconta la nostra civiltà ed eredità lasciata. Grandi stampe su PVC 135x180 cm.

–Nel 2009 realizza “Angelica”. Immagini stampate direttamente su una serie di quaderni degli anni 40/50 compilati durante il liceo da persone sconosciute al fotografo. Il lavoro raccoglie l'eredità di Pornocolor, una serie di foto scattate nel 1994 all'interno del MISEX.

–Nel 2011 partecipa a Mia Air Fair con Paola Sosio Contemporaney Art.

–Nel 2012 partecipa a The Others Art Fair Torino e nel 2013 con Paola Sosio Contemporary Art.

–Nel 2012 con Paola Sosio Contemporary Art espone l'intero ciclo di 40 opere “Isle of View” a Innsbruck, presso il Foto Kunst Stadtforum di BTV Bank o Tyrol. Teato di Denis Curti.

–Dal 2012 lavora al progetto “Una ragionevole combinazione di oggetti”. “Frame di racconti” stampati su plexiglas per restituirne la profondità dei diorami.

–Nel 2015 realizza le prime “Blisterografie”, una serie di ritratti /visioni ai suoi Blister.

–Nel 2017 espone all'interno della mostra “Capri: un'isola per la fotografia la collezione ideale” a cura di Denis Curti Fondazione Capri.

–Nel 2018 sviluppa la relazione arte e scienza all'interno del lavoro “Blisterografie” con il centro di Neuropsicologia cognitiva dell' Ospedale di Niguarda di Milano che ha visto in questo progetto un interessante punto di partenza per una serie di sperimentazioni scientifiche.

–Nel 2019 partecipa a Mia Art Fair , The Phair 2019 e a The Other Art Fair Torino con Paola Sosio Contemporaney Art.

–2020, Giannini è impegnato nel progetto dal titolo “Una casa nella casa”, un' edizione in fine art.

giugno 2020

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